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e-Dossier: 50 anni dalla repressione della «Primavera di Praga»

Carri armati sovietici sulla piazza di San Venceslao a Praga. La foto fu fatta pervenire all'ambasciatore svizzero Campiche (dodis.ch/32516).

Il 21 agosto 1968 alle 11.30 la rappresentanza svizzera a Praga inviò a Berna il seguente messaggio: «Siamo finiti sotto il fuoco sovietico. Sono stati sparati dei colpi sull’edificio dell’ambasciata».Quando 50 anni fa le truppe del Patto di Varsavia occuparono la Cecoslovacchia con un’azione a sorpresa, i diplomatici svizzeri si trovarono nell’epicentro dei drammatici eventi.

e-Dossier: 50 anni dal caso Bührle

«Posta dalla Svizzera» con le fattezze di Giano bifronte: così l'11 dicembre 1968 la rivista satirica Nebelspalter (p. 11) rappresentava il parallelismo tra forniture di materiale bellico e aiuti umanitari alla Nigeria.

Già da mesi Fritz Real aveva intuito che nella guerra civile nigeriana si stavano impiegando numerosi cannoni antiaerei svizzeri esportati illegalmente. Il 12 giugno 1968 l'ambasciatore svizzero a Lagos ottenne la prova decisiva: «[abbiamo] informazioni da fonte sicura che indicano in maniera univoca una grave violazione delle norme sulle esportazioni da parte dell'azienda Bührle & Co.»

e-Dossier: l’«autunno tedesco» in Svizzera

Il 22 settembre 1977 il presidente della Confederazione K. Furgler e il consigliere federale P. Graber ricevono il presidente federale tedesco W. Scheel e il ministro degli esteri H.-D. Genscher all’aeroporto di Belp. Fonte: dodis.ch/50276.

Per i tedeschi si trattava innanzitutto di dar prova di normalità. Quando in autunno 1977 il presidente federale Walter Scheel arrivò in Svizzera per una visita di Stato, la Repubblica federale tedesca (RFT) stava attraversando la peggior crisi dalla fine della guerra. La «Rote Armee Fraktion» (RAF) aveva dato avvio alla sua «Offensiva 77»: Fu l’inizio dell’«autunno tedesco», un periodo segnato da paura e morte.

e-Dossier: La Guerra dei sei giorni die 1967 – il ruolo della Svizzera

Caricatura tratta da un giornale egiziano pubblicata poco prima dell'inizio della Guerra dei sei giorni.

Fu un’iniziativa molto insolita, che esulava dai modi soliti della diplomazia: il 6 giugno 1967 ben otto capi-missione arabi si presentarono al consigliere federale Willy Spühler per protestare con fermezza contro le «tendenze anti-arabe» nella stampa e nell’opinione pubblica svizzere. «Tutto ciò viola lo spirito della neutralità svizzera», osservarono gli ambasciatori.

L’«affera Conradi»: L’assassin grischun e la revoluziun

RTR Cuntrasts: 1923 sajetta Moritz Conradi a Losanna in diplomat sovietic d’aut rang. Il Russ-Svizzer cun ragischs grischunas vesa sa sez sco il nov Gugliem Tell che vul deliberar la carstgaunadad dal communissem.

Avant 40 onns ha el purschì materia per in film da kino russ «emplenì cun clischés sovietics» (dodis.ch/49291). L’onn 1977 s’interessavan era cineasts en Svizra per «il tema anc adina pulit brisant» (dodis.ch/49292): I sa tracta da l’assassinat dal diplomat sovietic Wazlaw Worowski tras Moritz Conradi, in Svizzer en Russia, l’onn 1923 a Losanna. In mazzament cun consequenzas extendidas.

e–Dossier: L’«affare Conradi»

Illustrazione del Daily Herald del 17 novembre 1923. Titoli: «Assoluzione di Conradi», «Incredibile verdetto della giuria svizzera», «Conseguenza naturale di un giudizio a senso unico», da: E4320A#1000/849#68*

Fu la confessione di un assassino: «Forse solo i nostri discendenti capiranno e mi saranno riconoscenti per essere stato il primo a combattere apertamente questa banda internazionale di criminali», dichiarò Moritz Conradi alla polizia di Losanna. Il 10 maggio 1923 lo svizzero di Russia aveva ucciso con un’arma da fuoco, di fronte a testimoni, il diplomatico sovietico Vaclav Vorovskij.

e-Dossier: Gli accordi di Washington di 1946

Il ministro Walter Stucki, capo della delegazione svizzera, in partenza per Washington. Cinegiornale svizzero del 22 marzo 1946, cfr. dodis.ch/dds/1169.

Nella primavera del 1946 una delegazione svizzera di alto livello si recò a Washington per negoziare la liberazione di beni patrimoniali svizzeri bloccati negli USA e la fine del boicottaggio alleato contro le aziende che avevano fatto affari con le potenze dell’Asse durante la Seconda guerra mondiale. Gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Francia chiedevano in cambio la consegna di beni tedeschi depositati su conti svizzeri.

e-Dossier: Diplomazia sui binari – la ferrovia del Gottardo e la politica estera

Lavori di costruzione (circa 1880) davanti al portale sud del tunnel del Gottardo ad Airolo. Fonte: https://de.wikipedia.org/wiki/Gotthardtunnel

I festeggiamenti del 1° giugno 2016 per l’apertura della galleria di base del Gottardo segneranno il culmine di un’evoluzione che ha una lunga storia dietro di sé. Già nel XIX secolo la costruzione di una linea ferroviaria attraverso le Alpi svizzere si presentava come un grande progetto di dimensioni europee. La sua realizzazione era perciò strettamente legata a considerazioni di politica estera.

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