Dopo 50 anni uno dei più grandi casi di spionaggio nella storia svizzera non smette di sollevare nuovi interrogativi, tra segreti di Stato, tradimenti privati e verità mai del tutto chiarite
Lo scandalo di Stato scoppia nel 1976 e, cinquant’anni dopo, continua a suscitare interrogativi, controversie e passioni: nel pieno della Guerra fredda, il brigadiere Jean-Louis Jeanmaire, un ufficiale generale rispettato dell’esercito svizzero, viene accusato di aver fornito informazioni altamente sensibili all’Unione Sovietica. Il suo principale interlocutore è Vladimir Denissenko, addetto militare russo e presunto agente del KGB. Tra i due uomini nasce una relazione particolare, fatta di ammirazione e fiducia. Ma dietro il fascicolo giudiziario si nasconde una storia ancora più intrigante: Denissenko intratteneva una relazione con la moglie del brigadiere, Marie-Louise Jeanmaire. Spionaggio, manipolazione, seduzione, tradimenti e questioni geopolitiche si intrecciano in un caso in cui il confine tra il privato e il politico diventa sfumato. Jean-Louis Jeanmaire era dunque un traditore che aveva venduto il proprio paese al nemico? Oppure la vittima di un’operazione d’influenza minuziosamente orchestrata dal KGB? Grazie a un accesso privilegiato ad archivi declassificati e a testimoni che non avevano mai parlato fino ad oggi, questo documentario solleva il velo sull’enigma dell’«Affaire Jeanmaire».
Jean-Philippe Ceppi e Matteo Born