1. Gennaio 2019 – Storie della diplomatia svizzera

«Storie della diplomatia svizzera» è una collana realizzata dal Centro di ricerca Dodis in collaborazione con swissinfo.ch. Nel 2019, ogni mese, un articolo di Andrea Tognina basato su documenti provenienti dalla Banca dati Dodis esplora un tema legato alla storia della politica estera della Svizzera. Le storiche e gli storici del Centro di ricerca corredano i testi con puntuali contributi legati alle loro aree di ricerca e alle tendenze di fondo delle relazioni internazionali.

 

Il lungo cammino verso le convenzioni di Ginevra del 1949

 

Settant'anni fa, la Svizzera realizzò un piccolo capolavoro diplomatico. Nonostante il relativo isolamento in cui si era ritrovata dopo la guerra, a causa dei suoi rapporti con le potenze dell'Asse, nel 1949 riuscì a convocare una grande conferenza diplomatica, al fine di rinnovare le convenzioni di Ginevra. Fu un passo fondamentale nell'evoluzione del diritto internazionale umanitario.

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Anche in spagnolorusso et giapponese.

La Svizzera alla conquista dello spazio

 

Fin dalla fine degli anni Cinquanta, la Svizzera fu molto attiva nella ricerca spaziale internazionale. Pur consapevole di muoversi talvolta ai limiti della politica di neutralità, Berna rispondeva così agli interessi della ricerca scientifica e dell'industria elvetiche.

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Anche in russo.

Lezioni di democrazia diretta a una grande vicina

 

Nel corso dei recenti dibattiti in Francia sul referendum d'iniziativa cittadina, ci sono stati molti richiami al modello democratico svizzero. Già nel 1978, un presidente elvetico tentò di spiegare la democrazia diretta a un primo ministro francese.

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Morte di un diplomatico

Il 30 maggio 1979 l'incaricato d'affari svizzero nel Salvador, Hugo Wey, è ucciso mentre si sta recando al lavoro. La sua morte, che avviene nel contesto dell'accresciuta tensione nel paese centroamericano, rende evidente che la neutralità svizzera non basta a proteggere i diplomatici dalle conseguenze dei conflitti.

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Anche in spangolo e portoghese.

Che tempo fa a Bucarest?

Nell'aprile 1969, il consigliere federale Willy Spühler visitò la Romania. Era la prima volta che un ministro degli esteri svizzero si recava in un paese dell'Europa orientale. Il viaggio, nato nel clima di distensione tra blocco sovietico e paesi occidentali, marcava un nuovo corso nella diplomazia svizzera.

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Anche in russo.

«È sempre ancora la 'vecchia cara Inghilterra', ma senza molto potere e influenza»

Gran Bretagna e Svizzera condividono da decenni un rapporto problematico con l'Europa. I dibattiti sulla Brexit a Londra e sull'accordo quadro con l'Ue a Berna ne sono l'esempio più recente. Ma nel loro approccio al processo di integrazione europea, i due paesi hanno seguito fin dagli anni Sessanta percorsi diversi.

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L’attentato di Kloten

Il 18 febbraio 1969, quattro militanti del Fronte popolare per la liberazione della Palestina (FPLP) aprono il fuoco contro un aereo della compagnia israeliana El Al in partenza da Zurigo-Kloten. Per la Svizzera è uno choc; il paese neutrale si scopre improvvisamente vulnerabile.

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Anche in spagnolorussocinese e arabo

Il viaggio africano di Pierre Aubert

Nel gennaio del 1979 il ministro degli esteri elvetico visitò durante due settimane cinque paesi dell'Africa occidentale. Il viaggio apriva una nuova stagione nella politica estera elvetica e fu accompagnato da molte polemiche e da intense discussioni sul ruolo del paese neutrale nel mondo.

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